Project Description

Madonna col Bambino e due putti, Jacopo Sansovino, 1532
IPAV (Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane), Venezia
Progetto
Restauro della scultura Madonna col Bambino e due putti, Jacopo Sansovino, 1532
Luogo
IPAV (Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane)
Direzione Lavori
Soprintendenza Belle Arti e
Paesaggio di Venezia e laguna
Ditta Esecutrice
Opificio delle Pietre Dure, Firenze
Donazione
Venetian Heritage
Eduardo A. Braniff
Inizio Lavori
Gennaio 2024
Finanziamento
14.300,00 €
Venetian Heritage sta finanziando il restauro presso l’Opificio delle Pietre Dure di una scultura in cartapesta raffigurante la Madonna col Bambino e due putti di Jacopo Sansovino. L’opera, di proprietà di IPAV (Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane) proviene dall’Ospizio delle Muneghette a Venezia ed è stata rinvenuta in totale stato di degrado alla fine degli anni ’70.
Il gruppo scultoreo è attribuito al fiorentino Jacopo Tatti detto il Sansovino (Firenze, 1486 – Venezia, 1570), il quale si rifugiò a Venezia in seguito al Sacco di Roma avvenuto nel 1527, quando la Città Eterna fu messa a ferro e fuoco dalle truppe dei Lanzichenecchi inviate dall’imperatore Carlo V. La fuga degli artisti attivi presso la corte di Clemente VII de’ Medici, provocò la diffusone del Manierismo. Jacopo Sansovino, poco dopo il suo arrivo in Laguna, fu nominato proto della basilica di San Marco, allora cappella ducale e, con l‘appoggio di influenti personalità come Pietro Aretino e Tiziano, diventò il principale protagonista dell’architettura e della scultura veneziana del XVI secolo.
La Madonna col Bambino e due putti fu sottoposta ad un primo intervento di restauro negli anni ’70, che però non risolse completamente i problemi strutturali della scultura, realizzata in cartapesta, cava all’interno ed estremamente delicata. Attualmente è in corso un accurato intervento conservativo presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze mirato non solo ad una nuova presentazione estetica ma anche alla risoluzione dei problemi strutturali della scultura.
Il restauro della scultura è reso possibile grazie alla donazione di Eduardo A. Braniff.