Project Description

Il Ritratto di Marcello Durazzo di Antoon Van Dyck Restaurato da Venetian Heritage

A cura di Claudia Cremonini

Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, Venezia
Ottobre – Novembre 2018

Promossa da:
Ministero della Cultura – Direzione Regionale Musei Veneto
Venetian Heritage

Finanziata da:
Michelangelo Foundation
Venetian Heritage

La grande tela, uno dei più raffinati ritratti del pittore fiammingo, costituisce il pendant di una coppia di dipinti raffiguranti il patrizio Marcello Durazzo e la moglie Caterina, provenienti dalle collezioni dei Durazzo, una delle più importanti famiglie della nobiltà genovese. Dopo diverse vicissitudini le due tele furono separate: il ritratto di Marcello, acquistato dal barone Giorgio Franchetti alla fine dell’Ottocento, fu collocato alla Ca’ d’Oro ed esposto tra i capolavori della Galleria, mentre il ritratto della moglie, rimasto inizialmente nel palazzo di proprietà della famiglia – l’attuale Palazzo Reale di Genova – condivise la sorte degli arredi, passati ai Savoia.
Il dipinto è databile tra il 1621 e il 1627, epoca cui risale il soggiorno di Van Dyck nella città ligure, destinato a lasciare un’impronta sostanziale sulla ritrattistica barocca italiana. Un pagamento del 1624 sembra attestarne l’esecuzione in coincidenza con le nozze dei due coniugi Durazzo.
Il ritratto è stato eseguito con colori scuri, con raffinate modulazioni di neri e bruni che dialogano con la tenda rossa dello sfondo, a sua volta aperta su uno squarcio di cielo screziato da nubi, palese omaggio alla tradizione pittorica veneziana.
Il dipinto si presentava con velature, ridipinture e ritocchi incoerenti diffusi, eseguiti sopra il colore originale. Una stuccatura centrale, ora rimossa, attraversava la tela per l’intera lunghezza creando un notevole disturbo visivo.
Probabilmente i danni peggiori sono da ricondursi ad un intervento effettuato prima che il dipinto fosse messo sul mercato antiquariale. L’opera era stata sottoposta a due restauri negli anni Quaranta e negli anni Settanta del secolo scorso, i quali, tuttavia, non avevano restituito al dipinto la corretta visibilità dei toni originali.
L’intervento di restauro è stato eseguito da Claudia Vittori, con la direzione di Claudia Cremonini, direttore del Museo, e sostenuto da Venetian Heritage in collaborazione con la Michelangelo Foundation for Creativity and Craftmanship, Arthemisia e Marco Voena.
Il tessuto del pannello espositivo, realizzato per la riesposizione dell’opera in sala, è stato offerto da Rubelli. Tratto da un originale degli archivi, ne ripropone gli effetti di superficie rileggendone piccole consunzioni e lacune attraverso effetti disegnati da preziose trame metalliche, evocative dei segni del tempo.