Project Description

Restauro di 23 tele con scene belliche delle campagne militari di Francesco Morosini
Palazzo Corner-Mocenigo, Comando Regionale Veneto della Guardia di Finanza, Venezia

 

 

 

progetto
restauro di 23 tele con scene belliche
delle campagne militari di Francesco Morosini

luogo
Palazzo Corner-Mocenigo
Comando Regionale Veneto della Guardia di Finanza

ditte esecutrici
Giovanna Niero

donazione
Venetian Heritage

inizio lavori
maggio 2019

fine lavori
luglio 2019

finanziamento 
9.943,00 €

Francesco Morosini (1619-1694), condottiero e doge di Venezia dal 1688, raggiunse l’apice della fortuna militare e politica legando profondamente le proprie vicende con la storia della Serenissima, i cui territori e le cui tratte commerciali all’epoca si estendevano fino al Medio Oriente.
Le celebrazioni legate alla figura del Morosini, di cui nel 2019 ricorrono i 400 anni dalla nascita, consentono di aprire un ulteriore spiraglio sulla conoscenza della storia e della cultura della Repubblica di Venezia del XVII secolo.
In occasione della mostra “Francesco Morosini 1619-1694. L’uomo, il doge, il condottiero” a Palazzo Corner-Mocenigo, Venetian Heritage ha sostenuto il restauro di 23 delle 48 tele raffiguranti scene delle campagne militari combattute dal “Capitano da Mar”.
Si tratta di un ciclo pittorico sopravvissuto agli smembramenti del mercato antiquario e confluito, dopo una lunga trattativa tra la municipalità veneziana e gli eredi del Morosini, nelle Raccolte Civiche, ora collezioni del Museo Correr.
Tale ciclo narrativo testimonia in modo dettagliato le due grandi campagne militari affrontate dalla Repubblica di Venezia nel corso del XVII secolo contro l’Impero Ottomano per aggiudicarsi il primato nel controllo delle rotte mercantili nel Mar Mediterraneo: la guerra di Candia e la guerra di Morea.
Ciascuna tela è corredata da un cartiglio descrittivo della vicenda bellica illustrata, in questo modo è stato possibile organizzare cronologicamente la successione delle gesta belliche del Morosini. Tali imprese devono essere lette in una chiave autocelebrativa e propagandistica, evidente glorificazione delle imprese del doge.
Si tratta di opere eseguite da mani diverse (ad oggi ancora ignote), commissionate tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700 che rientrano nel filone iconografico dei “battaglisti”, sviluppatosi in Europa a partire dalla fine del XVI secolo e prosperato fino al Settecento inoltrato.
I dipinti oggetto di questo restauro si presentavano in un stato conservativo buono. Tuttavia, la vernice superficiale presentava delle alterazioni e appariva fortemente ingiallita. Inoltre, era possibile distinguere i vecchi ritocchi pittorici, giacché si mostravano in una cromia alterata. Infine, i dipinti presentavano una vecchia foderatura a colla di pasta che, in alcuni casi, aveva comportato la deformazione degli angoli per via della struttura originale del telaio.
Grazie all’intervento di restauro sono stati asportati i depositi di sporco e le vernici alterate e le lacune delle superfici sono state stuccate e ritoccate con colori a vernice reversibili e resistenti all’invecchiamento.