Project Description

Portale del XVI secolo
chiesa della Santissima Annunziata, Dubrovnik, Croazia

 

progetto
restauro del portale del XVI secolo

luogo
chiesa della Santissima Annunziata, Dubrovnik, Croazia

direzione lavori
Ministero della cultura, Dipartimento di Conservazione di Dubrovnik

ditte esecutrici
Firentinac, Traù

donazione
Venetian Heritage

inizio lavori
febbraio 2010

fine lavori
aprile 2010

finanziamento 
21.000,00€

Il portale è stato eseguito nel 1534 dallo scultore Petar Andrji utilizzando pietra calcarea proveniente probabilmente dall’isola di Curzola. È fiancheggiato da due doppie paraste con motivi a rosetta e sormontate da semicapitelli ornati da foglie finemente scolpite. L’arco a tutto sesto è decorato da due fasce sovrapposte con motivi vegetali. Sopra l’arco, un timpano inquadra il busto di un angelo in preghiera. La superficie lapidea si presentava ricoperta da croste nere. Intorno ad esse si notava una patina ocra dovuta alla presenza di varie specie di licheni. Il timpano presentava una spessa patina grigiastra di origine biologica, che è penetrata nel substrato della pietra provocando non solo danni di tipo estetico ma anche chimico. Sul paramento murario, in prossimità del portale, avevano attecchito piante le cui radici avevano creato pressioni di tipo meccanico e quindi fessurazioni. A causa degli agenti inquinanti atmosferici si è innescato l’attacco dell’acido solforico con il conseguente degrado della superficie. Sopra l’arco si notava una preoccupante perdita di materiale in rapido aumento. Fessurazioni e piccole mancanze di materia erano riscontrabili ovunque; molte di esse sono state causate da schegge di granate esplose durante il conflitto del 1991. Le stuccature si presentavano decoese e incoerenti.
Si è proceduto inizialmente con la spolveratura e quindi al lavaggio di tutta la superficie lapidea. Sono stati applicati, solo sulle zone interessate da crosta nera, ripetuti impacchi di polpa di cellulosa imbevuti con una soluzione di carbonato d’ammonio. La superficie lapidea esposta all’attacco di biodeteriogeni è stata trattata chimicamente. Alcuni frammenti scultorei mal ancorati alla superficie lapidea sono stati consolidati e fissati. Nelle fessure più profonde sono state inoltre eseguite varie iniezioni con resina epossidica. In accordo con la direzione dei lavori si è deciso di inserire un tassello in pietra sull’architrave del portale, eseguito a imitazione dell’originale, tramite l’utilizzo di pietra calcarea locale. Il tassello lapideo è stato in seguito patinato tramite un leggero ritocco pittorico, utilizzando polveri di terra di Siena e terra d’ombra naturali. Le vecchie stuccature ormai decoese sono state rimosse meccanicamente tramite l’ausilio di scalpelli e sostituite con nuove stuccature, composte di calce, polvere di pietra locale e sabbia, che sono state eseguite a livello della superficie lapidea.