Project Description

Donazione Barry Friedman
Museo del Vetro, Murano, Venezia

luogo
Museo del Vetro, Murano

donazione
Barry Friedman;
Venetian Heritage

data
settembre 2016

valore della donazione
685.000,00 €

Barry Friedman ha sempre amato scoprire importanti opere d’arte: dal suo primo piccolo vaso della manifattura Loetz nel 1966 fino al lavoro degli artisti di talento che espone oggi. Con quel primo pezzo ha cominciato ad apprezzare l’arte vetraria di grandi artisti quali Emile Gallé e Tiffany. All’inizio degli anni settanta ha cominciato a collezionare e a trattare i dipinti dei pittori simbolisti e pre-raffaelliti come Gustav Moreau, Fernand Khnopff, Ferdinand Hodler, Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones e altri. Alla fine degli anni sessanta è stato uno dei primi americani a trattare l’Art Déco, tra cui incluse anche dipinti di Tamara de Lempicka. La mostra del 1983 From MackIntosh to Mollino: Fifty Years of Chair Design ha ricevuto consensi unanimi della critica da New York a Tokyo e ha fatto soprannominare Friedman «The Chair Man» (l’uomo della sedia). Altre importanti mostre curate dalla Barry Friedman Ltd. sono state Fernand Khnopff and the Belgian Avant-garde (1983); The Bauhaus: Masters & Students (1987); Gerrit Rietveld: A Centenary Exhibition (1988), mostra itinerante negli Stati Uniti; Tamara de Lempicka (1983 & 1996) e Design Italian Style (dove erano esposti mobili di Carlo Mollino e Carlo Graffi e vetro vintage di Murano, 1997). Più recentemente nel 2009, Venice: 3 Visions in Glass, mostra presentata sia in Europa che negli Stati Uniti. Negli anni ottanta, Friedman cominciò a collezionare fotografia d’avanguardia che lo condusse a una partnership con Edwynn Houk nella gestione della Houk Friedman Gallery. Fu così che espose le foto di grandi artisti quali Man Ray, Lissitzky, Moholy-Nagy e Rodchenko, oltre alle opere contemporanee di Lynn Davis e Sally Mann, il primo artista vivente con il quale ha lavorato. Oltre a questa partnership, Friedman ha iniziato a collezionare oggetti d’arte in vetro di produzione italiana dal 1900 al 1950. «Contemporaneamente, alla Barry Friedman Ltd.» – racconta Friedman, – «ho iniziato a esporre i lavori dei designer francesi degli anni quaranta e cinquanta, tra cui le opere di Jean Prouvé, Serge Mouille e André Arbus. Ho anche cominciato a interessarmi di dipinti cubisti, costruttivisti e della Neue Sachlichkeit. A metà degli anni novanta, sono ritornato al mio amore per il vetro artistico quando ho conosciuto l’opera di Michael Glancy. Questa scoperta mi ha condotto ad avvicinarmi ad artisti italiani del vetro come Laura de Santillana e Cristiano Bianchin». Nel 2000, Friedman ha rivisitato le sue radici Art Déco inaugurando la Friedman & Vallois in Madison Avenue, a New York, in collaborazione con i suoi amici e colleghi Bob e Cheska Vallois, della Galerie Vallois di Parigi. «Scoprire le opere di Ettore Sottsass e Ron Arad con colui che all’epoca era il mio direttore, ossia Marc Benda, ci ha condotto alla nostra partnership nella Friedman Benda Gallery nel 2007. La galleria rappresenta designer di riferimento quali Wendell Castle, Joris Laarman e una nuova generazione di designer, pittori e fotografi». Barry Friedman ha donato a Venetian Heritage Inc. la sua importante collezione di vetri italiani. La collezione è composta da duecento oggetti e testimonia il gusto dell’arte vetraria muranese dall’inizio dell’Ottocento fino al 1960. Fulvio Bianconi, Tomaso Buzzi, Napoleone Martinuzzi, Carlo Scarpa, Archimede Seguso, Ermanno Toso, Paolo Venini e Vittorio Zecchin figurano tra gli artisti che hanno realizzato alcuni tra i più importanti oggetti di questa straordinaria collezione. Grazie a Venetian Heritage la collezione Friedman sarà permanentemente esposta presso il Museo del Vetro di Murano.