Project Description

Crocifisso ligneo del XVI secolo
chiesa dei Gesuati, Venezia

 

progetto
restauro del Crocifisso ligneo del XVI secolo

luogo
chiesa dei Gesuati, Venezia

direzione lavori
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda lagunare

ditta esecutrice
Istituto Veneto per i Beni Culturali (Marina Vettori)

donazione
Venetian Heritage

inizio lavori
aprile 2010

fine lavori
aprile 2011

finanziamento
6.500,00 €

La chiesa di Santa Maria del Rosario a Venezia, conosciuta come chiesa dei Gesuati, prende il nome dall’ordine religioso soppresso nel 1666, che possedeva la chiesa di Santa Maria della Visitazione, tuttora esistente, e il grande convento poi acquisito dai padri domenicani e poi demolito in parte per poter costruire la chiesa disegnata dal Massari nel 1724 . Il Crocifisso ligneo si trovava quasi sicuramente nella vicina chiesa della Visitazione, la quale fu costruita da maestranze lombarde alla fine del Quattrocento. Probabilmente in seguito al cambio di destinazione d’uso della chiesa della Visitazione trasformata in biblioteca nel 1750, il Crocifisso fu trasportato nella vicina chiesa dei Gesuati. La scultura, simile ad altri Crocifissi lignei del primo Rinascimento recentemente restaurati nell’area adriatica, è quindi databile ai primi anni del Cinquecento, periodo in cui la chiesa era in costruzione. Dalle indagini diagnostiche eseguite su campioni prelevati in più punti del Crocifisso (perizoma, incarnato e doratura) si evidenziarono tre strati di ridipintura e due dorature sovrapposte. Un’analisi di un frammento del supporto identificò l’essenza come legno di tiglio. Dopo le prime indagini e tasselli di pulitura, si decise di rimuovere le ridipinture incoerenti e contemporaneamente fu eseguito il consolidamento della pellicola pittorica tramite iniezioni di colla di coniglio. Gli accumuli molto consistenti di materiale incoerente (polveri) erano evidenti e diffusi su quasi tutta la superficie lignea. I danni causati dagli insetti xilofagi (tarli), e dalle vecchie stuccature in gesso eseguite durante precedenti interventi, avevano causato un degrado diffuso del legno. Inoltre alcuni gravi problemi statici dovuti al caricamento del peso della scultura sulle braccia del Cristo, sospeso sulla croce e ancorato tramite un gancio metallico completamente ossidato e parzialmente svincolato dalla sua sede, avevano provocato una grave lesione sul braccio sinistro – creando una sconnessione all’altezza della spalla – che, in un intervento di restauro precedente, era stato fissato con chiodi metallici ossidati e successivamente stuccato in gesso e materiale cartaceo, originando così un allungamento di qualche centimetro dell’arto. Nella zona del capo si riscontrò una grossa lacuna del supporto ligneo gravemente compromesso dalle fitte gallerie causate da insetti xilofagi. Anche in questo caso un intervento di restauro precedente, e probabilmente coevo a quello del braccio sinistro, aveva reintegrato la mancanza con una grossa stuccatura in gesso e molti chiodi di varia manifattura, completamente ossidati. La testa risultava scostata leggermente in avanti rispetto al suo asse originario e vincolata al busto tramite un grosso perno metallico, anch’esso ossidato, probabilmente postumo all’esecuzione dell’opera. Il delicato intervento di restauro ha riportato in luce l’originale policromia rinascimentale e gli eleganti volumi della scultura, precedentemente occultati dagli strati di ridipinture e polveri.