Project Description

Capella di San Lorenzo
chiesa dei Gesuiti, Venezia

progetto
restauro della cappella di San Lorenzo

luogo
chiesa di Santa Maria Assunta dei Gesuiti, Venezia

direzione lavori
Soprintendenza per i beni architettonici
e paesaggistici di Venezia e laguna;
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio
storico, artistico ed etnoantropologico e per
il Polo Museale della città di Venezia e
dei comuni della Gronda lagunare

ditta esecutrice
Co.New.Tech, Venezia

donazione
Save Venice Inc.,
Scuderie del Quirinale;
Venetian Heritage

inizio lavori
aprile 2013

fine lavori
dicembre 2013

finanziamento
33.000,00 €

La chiesa

Sant’Ignazio di Loyola nel 1523 visitò per la prima volta Venezia per imbarcarsi come pellegrino verso Gerusalemme. Vi tornò nel 1535 con un gruppo di amici che già si faceva chiamare «Compagnia di Gesù», e qui fu ordinato sacerdote. Bastarono due anni per seminare bene in Laguna e avere un grande seguito. Partì per Roma nel 1537. A Venezia i Gesuiti identificarono in Domenico Rossi, autore anche della chiesa di San Stae, l’architetto ideale per edificare la loro chiesa. La pianta è tipica delle chiese dei Gesuiti, a croce latina, con tre cappelle per parte nel braccio più lungo; transetto e presbiterio a fondo piatto, affiancato da due altre cappelle. Nel 1725-1731 fu eseguita la stupefacente e ricchissima decorazione a commessi marmorei, con l’utilizzo di marmo bianco di Carrara e marmo Tessalico detto «verde antico», che riveste pareti, colonne e paraste, disegnata da Giuseppe Pozzo, autore anche del maestoso altare maggiore dedicato alla Santissima Trinità.

Il restauro

È recentemente tornata nella sua originaria collocazione la pala raffigurante il Martirio di San Lorenzo di Tiziano, uno dei più suggestivi notturni che la storia dell’arte possa annoverare, dopo essere stata esposta alle Scuderie del Quirinale a Roma, in occasione della mostra dedicata al grande maestro cadorino, conclusasi nel mese di giugno 2013. Grazie a un finanziamento congiunto di Venetian Heritage, Save Venice Inc. e Scuderie del Quirinale, la settecentesca cappella progettata da Domenico Rossi è stata restaurata, per poter accogliere nuovamente il capolavoro di Tiziano. La pala eseguita per la cappella funebre di Lorenzo Massolo, nella distrutta chiesa dei Crociferi, fu ricollocata nella nuova cappella della chiesa dei Gesuiti, dove aveva trovato sede anche la corporazione dei «passamaneri», presumibilmente nei primissimi anni trenta del XVIII secolo, contestualmente alla decorazione della volta e delle pareti della cappella. Nella volta in mattoni a finta crociera, motivi realizzati a tempera su fondo verde, in bianco e finto oro, simulano l’analoga decorazione a stucchi della volta della navata, proponendone l’inesauribile gioco della linea curva che si accompagna ad altri elementi tipici del bagaglio decorativo proto-rococò, quali le anfore, le conchiglie, le nappine. Nell’alzata dell’altare e nelle lunette laterali, dei monocromi giallo-dorati dipinti su un fondo a finto mosaico, affrontano il tema degli angeli che reggono la Croce e degli angeli musicanti, a riaffermare un legame, rispettivamente, con la vecchia chiesa dei Crociferi e con l’affresco del Dorigny raffigurante gli angeli musicanti in gloria nella prima cupola del coro della chiesa. Unica nell’architettura settecentesca veneziana è la stesura degli intonaci a mormorino che decorano questa cappella e le altre dello stesso edificio, magistralmente affrescati a imitazione dei marmi che ricoprono le pareti della navata della chiesa, simulando un’immensa tappezzeria damascata, sommo grado di una perfezione tecnica che solo forse l’équipe degli stuccatori più famosi del tempo poteva realizzare, ovvero Abbondio Stazio e Carpoforo Mazzetti Tencalla, autori, del resto, di tutta la decorazione a stucchi nella chiesa dei Gesuiti. Il restauro della cappella è iniziato dal consolidamento della volta, che presentava un’importante lesione orizzontale, di vecchia data, cadute di colore e distacchi vari ed è proseguita con la pulitura dei bei marmi dell’altare. Alcuni tasselli di pulitura hanno evidenziato la presenza, sotto l’attuale decorazione della volta, di un altro strato ornamentale. Sono state asportate le spesse efflorescenze saline che ricoprivano alcune zone degli intonaci a marmorino, previa individuazione delle specie di sali e della profondità degli stessi nella muratura. È stato installato uno speciale telaio sul fondo dell’altare, che terrà distanziata la grande tela di Tiziano dalla muratura perimetrale della chiesa.