Project Description

Cappelle di Santo Spirito e di Santa Caterina, XV secolo
isola di Lopud, Dubrovnik, Croazia

progetto
restauro delle cappelle di Santo Spirito e di Santa Caterina

luogo
Isola di Lopud, Dubrovnik, Croazia

direzione lavori
Ministero della cultura,
Dipartimento di conservazione di Dubrovnik

ditte esecutrici
Cotto Stefani, Terni,
M.T. Kristal, Dubrovnik;
Omega Engeneering d.o.o., Dubrovnik;
Vodopija d.o.o., Mokosˇica

donazione
Marie France Coursier Terrailon;
Steven Harrys e Lucien Rees Roberts;
Toto Bergamo Rossi;
Venetian Heritage

inizio lavori
gennaio 2011

fine lavori
dicembre 2011

finanziamento
cappella di Santo Spirito 42.700,00 €;
cappella di Santa Caterina 60.745,00 €

L’isola di Lopud è situata a nord ovest della città di Dubrovnik, l’antica Ragusa, tra le isole di Kolocep e Sipan e fa parte dell’arcipelago delle Elafiti (Isole dei Cervi). Il nome Lopud deriva dal greco Delaphodia e in italiano era chiamata Isola di Mezzo. L’antico nome Delaphodia implica che l’isola faceva parte dei domini della Grecia e più tardi di quelli dell’Impero Romano, ma di questo periodo storico non è sopravvissuta alcuna testimonianza architettonica. Le più antiche rovine risalgono all’alto Medioevo. Dopo la caduta dell’Impero Romano, la Dalmazia meridionale passò sotto il dominio bizantino. Dal 1204 al 1358 divenne parte dei territori della Repubblica di Venezia. Nel 1358, in seguito alla pace di Zara, Venezia fu costretta a rinunciare ai suoi possedimenti in Dalmazia. I ragusei ottennero il diritto di autogoverno dal re d’Ungheria e iniziò così la storia della gloriosa Repubblica di Ragusa come stato indipendente che tra il XV e il XVI secolo visse il massimo splendore economico, culturale e artistico. Nell’isola di Lopud furono costruiti ben due monasteri maggiori e sette monasteri minori (eremi), numerose ville per l’aristocrazia di Ragusa, due fortezze e ben trentadue tra chiese e cappelle. L’arcipelago delle Elafiti seguì le sorti della Repubblica di Ragusa che cessò di esistere nel 1808, quando fu incorporata con il resto della Dalmazia nel Regno Italico di Bonaparte.

Cappella di Santo Spirito

La cappella fu innalzata alla fine del Quattrocento. Sono ancora visibili alcuni elementi architettonici della loggia che anticamente sorgeva davanti alla facciata, la quale è sormontata da un piccolo campanile. La volta dell’edificio a sesto acuto è singolarmente costruita con blocchi di pietra. Le superfici delle pareti interne erano anticamente intonacate. Sulla parete di fondo sono visibili alcuni elementi architettonici di un altare lapideo probabilmente cinquecentesco. Non si hanno notizie certe in merito al dipinto che un tempo ornava l’altare stesso. Non lontano dalla cappella si trova una dimora edificata probabilmente verso la fine del Quattrocento. Tra il 1665 e il 1753 fu trasformata in monastero, il quale prese il nome della vicina cappella dello Spirito Santo. La cappella si trovava in totale stato di abbandono. Sono state consolidate e rinforzate tutte le pareti in pietra e la volta ed è stato rifatto il tetto con tegole antiche di recupero. Le tracce di intonaco originale sono state consolidate e restaurate. Steven Harrys e Lucien Rees Roberts hanno generosamente finanziato questo intervento di recupero di una preziosa testimonianza architettonica quattrocentesca, salvandola dalla rovina.

Cappella di Santa Caterina

Le fonti archivistiche della parrocchia di Lopud citano che una monaca francescana morì nell’eremo dedicato a Santa Caterina d’Alessandria nel 1484. Le stesse fonti riportano che l’ultima monaca ad abitare il piccolo monastero morì nel 1873. La cappella è costruita a pianta rettangolare con un’abside e due porte ornate all’esterno con fregi architettonici scolpiti, provenienti dalla chiesa di Santa Maria, all’epoca sede del convento dei frati Francescani a Lopud. Dopo quasi 150 anni di abbandono, la cappella si trovava in pessimo stato di conservazione. Il tetto dell’edificio non era più esistente e la maggior parte dell’originale pavimento in cotto quattrocentesco era stato asportato. La lastra tombale al centro della cappella era divelta e frantumata e, all’interno della tomba delle monache cresceva un melograno. Le antiche mura in pietra sono state consolidate tramite iniezioni con calce idraulica e inerti. Il tetto è stato completamente ricostruito, utilizzando antiche travi di legno per la costruzione delle capriate. Sulle falde del tetto sono state posate antiche tegole in cotto lavorate a mano. Sono state consolidate le tracce di intonaco originale all’interno della cappella, ed è stato inoltre effettuato un trattamento anti-vegetativo. Sono state asportate alcune mattonelle in cotto originali, per poter effettuare la copia. Una volta isolato il pavimento e consolidata la volta in muratura della tomba sottostante, sono state posate le nuove mattonelle, fatte a mano a Terni in Umbria, simili per tonalità e granulometria a quelle originali. Le nuove porte in legno e gli infissi delle finestre sono stati eseguiti copiando alcuni esempi originali, ancora esistenti nell’isola. Steven Harrys, Lucien Rees Roberts, Marie France Terraillon Coursier e Toto Bergamo Rossi hanno finanziato questo intervento di ricostruzione e restauro.