Project Description

Gladiatore morente, Marte sedente Ludovisi, Centauro vecchio, Cavallo di san Marco, Centauro che rapisce una lapita
restauro di cinque calchi in gesso, Gallerie dell’Accademia, Venezia

 

progetto
restauro di cinque calchi in gesso

luogo
Gallerie dell’Accademia, Venezia

direzione lavori
dott.ssa Roberta Battaglia

ditte esecutrici
COREST Consorzio Restauratori

donazione
Venetian Heritage

inizio lavori
aprile 2017

fine lavori
settembre 2017

finanziamento 
20.000,00€

 

In occasione della mostra Canova, Hayez, Cicognara. L’ultima gloria di Venezia (Gallerie dell’Accademia, 29 settembre 2017 – 2 aprile 2018), Venetian Heritage ha finanziato il restaurato di alcuni gessi provenienti dalla Collezione Farsetti e dai depositi delle Gallerie dell’Accademia.
Nella seconda metà del Settecento e nei primi decenni del secolo seguente a Venezia si formarono collezioni che raccoglievano copie di celebri statue classiche, rappresentative di ciò che, al tempo della loro esecuzione, si riteneva fossero le massime eccellenze nel campo dell’arte. Le copie, i cui originali erano spesso di difficile accesso, erano messe a disposizione dei giovani che si accostavano all’apprendimento delle tecniche artistiche e dei principi del disegno.
A questa missione pedagogica si dedicò il nobile Filippo Farsetti, la cui collezione contava più di centocinquanta calchi tratti dalle migliori statue di Roma e Firenze. La Gallerie Farsetti fu aperta al pubblico nel 1755 e dopo varie vicende i gessi furono acquistati dal Governo austriaco che li destinò all’Accademia di Belle Arti nel 1805.
Tre esemplari della Collezione Farsetti sono stati restaurati in occasione della mostra che celebra il bicentenario dell’apertura del museo delle Gallerie dell’Accademia.
Il Gladiatore morente, il cui originale è al Museo Capitolino, rappresenta un Galata (guerriero appartenente a una tribù gallica in Asia Minore) sconfitto deciso a darsi la morte.
Il Marte sedente Ludovisi, riflette un prototipo greco della fine del IV secolo a. C., attribuito alla scuola di Scopa o a quella di Lisippo.
Il Centauro vecchio, è una copia di un’opera romana derivante da una creazione del periodo ellenistico che nel Settecento si trovava a Villa Borghese ed oggi conservata al Louvre. Originariamente il calco portava in groppa la figura di un Amorino, ora parzialmente perduta.
Restaurato per l’occasione ed esposto in mostra anche il calco in gesso di uno dei Cavalli di San Marco. La quadriga bronzea, sottratta dai francesi nel 1797, restituita nel 1815, al suo ritorno suscitò una vivace discussione in merito alla sua provenienza di origine. Sull’argomento intervenne anche Leopoldo Cicognara, dal 1808 presidente dell’Accademia, che nel 1815 pubblicò l’opuscolo Dei quattro cavalli riposti sul pronao della Basilica di S. Marco. Come documento di tale studio fece eseguire il calco esposto in mostra per offrire un nuovo modello agli studenti sia per contribuire all’indagine storico-artisitca mediante una riproduzione fedele all’originale e più comodamente consultabile rispetto ad esso.
In mostra è esposto anche un calco di una metopa del Partenone raffigurante un Centauro che rapisce una lapita.