Project Description

Restauro dello Scalone Monumentale, opera di Mauro Codussi
Scuola Grande San Giovanni Evangelista, Venezia

 

progetto
restauro dello Scalone Monumentale opera di Mauro Codussi, 1498

luogo
Scuola Grande San Giovanni Evangelista, Venezia

direzione lavori
Arch. Bruno Ranuffi

ditte esecutrici
Zero4uno Ingegneria s.r.l;
Uni.S.Ve;
Spazioluce;
Erco

donazione
Venetian Heritage
The Gritti Palace
Roger Thomas

inizio lavori
settembre 2018

fine lavori
aprile 2022

costo totale progetto
700.000,00 €

A partire dal XIII secolo, a Venezia si formarono le Scuole, ovvero luoghi di aggregazione per confraternite laiche a scopo caritatevole, che rivestirono un ruolo fondamentale nella vita sociale ed economica della città. Le Scuole si potevano dividere in Scuole di Devozione o Scuole Grandi. Quest’ultime godevano di mezzi finanziari per erigere sontuosi edifici per le loro riunioni, progettati dai maggiori architetti dell’epoca e decorate dagli artisti più in voga.
Il complesso monumentale della Scuola Grande San Giovanni Evangelista è il risultato di un avvicendarsi secolare di interventi architettonici e decorativi che, a partire da un primo edificio della metà del Trecento, andò gradualmente ampliandosi con l’accrescersi dell’importanza devozionale ed economica della Scuola.
Nel 1498 il bergamasco Mauro Codussi realizzò per la Scuola uno scalone monumentale a due rampe, a cui si accede da due ampi portali rinascimentali.
Codussi, uno dei più importanti architetti del primo Rinascimento, oltre a lavorare nel cantiere di San Giovanni Evangelista, a Venezia terminò le parti superiori della Chiesa di San Zaccaria, lavorò a Ca’ Vendramin e alla torre dell’orologio in Piazza San Marco.
Presso la Scuola grande di San Giovanni Evangelista, l’abilità di Codussi si mostra nell’affrontare la carenza di spazio, dovuta alla prossimità con il rio di San Giovanni.
Le linee prospettiche delle rampe creano l’illusione di una profondità maggiore di quella reale. Ad aggiungere forza a questa percezione deformata vi sono anche altri elementi: due vani coperti da cupolette cieche alla partenza delle rampe, i piani che ne interrompono la corsa, le finestre laterali che scandiscono l’ascesa, gli archetti su capitelli pensili che segnano la copertura a botte del soffitto. Sulla sommità delle due rampe, il Codussi, riuscendo a creare una raffinata anticamera per il salone principale, ampliò l’angusto spazio utilizzabile coprendolo con la piccola ed elegante cupola cieca che poggia su un tamburo decorato a niello, aprendo quattro grandi arcate, abbellite da elementi del repertorio decorativo del Primo Rinascimento, due verso le scale, una di ingresso al salone e una a coronamento della grande bifora con archi a tutto sesto e occhio centrale.

Il restauro

Durante il secolo scorso furono eseguiti numerosi interventi con l’intento di risolvere i problemi di carattere statico della muratura esterna, ottenendo purtroppo scarsi risultati. Con l’attuale restauro invece, sono state verificate e consolidate le fondamenta del muro esterno dello Scalone e canalizzati gli scarichi delle grondaie, intervenendo dal giardino della Scuola. Sono stati inoltre inseriti alcuni tiranti in acciaio inox tra le due pareti dello scalone al di sotto delle volte che sorreggono le gradinate. Successivamente sono stati smontati, restaurati e ricollocati tutti i gradini in pietra d’Istria, i quali si erano fessurati in più parti a causa dell’instabilità delle fondamenta e delle strutture sottostanti in mattoni, erosi dalla salsedine. Anche il pavimento in marmo bianco e rosso di Cattaro del pianerottolo centrale è stato completamente rimosso – e successivamente ricollocato – con l’intento di consolidare le volte sottostanti in mattoni, le quali erano gravemente fessurate in più parti. I lavori si sono conclusi con il restauro di tutti gli elementi lapidei decorativi dello Scalone e degli intonaci in marmorino che decorano le volte e le pareti. É stato inoltre installato un nuovo impianto di illuminazione con l’intento di valorizzare questo capolavoro architettonico della fine del Quattrocento.