Project Description

DOMUS GRIMANI 1594 – 2019
La collezione di sculture classiche a Palazzo dopo quattro secoli

progetto espositivo
DOMUS GRIMANI 1594 – 2019: la collezione di sculture
classiche a Palazzo dopo quattro secoli. Progetto espositivo della Collezione del Cardinale Grimani dalla Biblioteca Marciana al Museo di Palazzo Grimani dopo 430 anni

luogo
Museo di Palazzo Grimani

direzione lavori 
Toto Bergamo Rossi e Daniele Ferrara

donazione
Helen Frankenthaler Foundation
Gagosian
Michelangelo Foundation
un anonimo donatore
Lady Monika del Campo Bacardi
Civita Tre Venezie e Venetian Heritage

inizio lavori
gennaio 2019

fine lavori
maggio 2019

finanziamento 
484.000,00 €

Palazzo Grimani, recentemente riaperto dopo un importante restauro, è il risultato di interventi architettonici effettuati nel corso del Cinquecento e portati avanti da Giovanni Grimani, Patriarca di Aquileia, e dal fratello Vettore, procuratore di San Marco, eredi di Antonio Grimani, originario proprietario del Palazzo.
Il patriarca Giovanni, un raffinato collezionista, sistemò nel palazzo la sua collezione di antichità, composta da sculture, marmi, vasi, bronzi e gemme.
In particolare, le sculture più preziose furono esposte nella straordinaria sala chiamata “Camerino delle Antichità”: la Tribuna.
Nel 1587, il Patriarca decise di donare la collezione di sculture provenienti dalla sua Wunderkammeralla Repubblica di Venezia. Dopo la sua morte, queste divennero parte del Museo Archeologico di Venezia e furono collocate nell’antisala della Biblioteca Marciana: un ambiente progettato da Vincenzo Scamozzi e conosciuto come lo Statuario della Repubblica.
A partire dal Dicembre 2018, il soffitto della sala dello Statuario è stato sottoposto ad un importante intervento di restauro che si protrarrà per un paio d’anni. Per tale motivo, è stato necessario rimuovere temporaneamente le sculture ivi conservate, adesso in parte esposte in Tribuna Grimani, nella sistemazione per cui erano state pensate.
Questo eccezionale evento non solo ha permesso di poter ammirare per la prima volta dopo quattro secoli le sculture greche e romane nella loro originaria collocazione, voluta dal patriarca Grimani, ma ha anche consentito di valorizzare una sede museale statale ancora troppo poco nota.
L’esposizione – attualmente in corso e aperta fino a maggio 2021- non vuole essere un tentativo di ricostruzione della celebre collezione, ma piuttosto una chiave di accesso al mondo del collezionismo veneziano e al significato civile che questo poteva assumere nel caso dei Grimani, al servizio della Repubblica anche attraverso la raccolta di opere d’arte.
Oltre al progetto espositivo, Venetian Heritage grazie al sostegno della Michelangelo Foundation, ha restaurato alcune opere esposte in mostra. Tra queste figurano alcuni arredi cinquecenteschi conservati nei depositi del Museo Correr tra cui: un arazzo di manifattura medicea eseguito da Nicola Karcher su cartone di Francesco Salviati e relativa cornice lignea dorata, il frammento di un paliotto d’altare con arazzo in lana e seta raffigurante Antonio Grimani e relativa cornice lignea dorata, tre seggioloni da parata databili alla seconda metà del XVI secolo e una scatola lignea con architetture databile sempre al XVI secolo.