Project Description

Supporti lignei del soffitto di Ca’ Corner Spinelli
restauro dei supporti lignei dei pannelli del soffitto dipinto da Giorgio Vasari per Ca’ Corner Spinelli

 

progetto
Restauro dei supporti lignei dei pannelli
del soffitto dipinto da Giorgio Vasari
per Palazzo Corner Spinelli

luogo
Gallerie dell’Accademia, Venezia

direzione lavori
Giulio Manieri Elia

ditte esecutrici
Roberto Saccuman snc

donazione
Simon R. Low
Venetian Heritage

inizio lavori
2017

fine lavori
lavori in corso

finanziamento 
22.814,00 €

 

Il palazzo Corner Spinelli fu edificato per la famiglia Lando dall’architetto Mauro Codussi alla fine del XV secolo sul Canal Grande. Il palazzo fu successivamente acquistato da Giovanni Corner, il quale commissionò alcune importanti modifiche strutturali all’architetto Michele Sanmicheli e la parte decorativa a Giorgio Vasari. Quest’ultimo, durante il suo breve soggiorno veneziano, realizzò un soffitto cassettonato composto da nove comparti per una delle sale di Palazzo. A tal proposito, lo stesso Vasari scrive nelle Ricordanze (1527-1573) che: «adi otto di aprile 1542 il Magnifico Messer Giovannj Cornaro mi alloga per ordine di Messer Michele da San Michele, un palcho o soffitto di legniame a dipingere a oljo con nove quadri grandi». I riquadri dipinti raffiguravano cinque Virtù con la Carità al centro e Putti con tabelle posti agli angoli: «in uno di mezzo la Carità […] in quattro quadri la Fede, la Speranza e la Giustizia e la Pazienza […] e di più 4 quadri drentovi quatro putti né canti».
Il soffitto vasariano, che aveva rappresentato un momento essenziale dell’influenza della Maniera centroitaliana sulla pittura veneziana del Cinquecento – andando così ad arricchire la già particolarmente elegante architettura dell’edificio, sintesi di forme gotiche e rinascimentali – all’inizio dell’Ottocento fu smembrato. I singoli comparti che lo componevano furono divisi e presero la via del mercato antiquario, disperdendosi.
In base alla descrizione lasciata da Vasari, Jürgen Schulz, nel 1961, propose la ricostruzione critica del soffitto rintracciando sei dei nove comparti: la Pazienza, la Giustizia e due Putti nella collezione Di Capua a Roma; la Speranza e la Fede in altrettante raccolte private europee.
Le tavole Di Capua, esposte nel 1981 alla mostra “Da Tiziano a El Greco”, furono acquistate e destinate alle Gallerie dell’Accademia di Venezia nel 1987. Un altro comparto del soffitto, raffigurante un Putto con tabella, fu identificato come comparto del celebre soffitto da Luisa Vertova, che lo riconobbe nell’arredo di un palazzo milanese in una fotografia pubblicata nel 1998 su “AD Architectural Digest”. Fortunatamente, qualche anno più tardi anche questo frammento del prezioso insieme fu assicurato al Patrimonio nazionale e destinato alle Gallerie.
Nel maggio 2013, la Soprintendenza Speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Venezia e dei comuni della Gronda Lagunare, con il sostegno di Venetian Heritage, organizzò una raccolta fondi per l’acquisizione del pannello raffigurante La Fede. Il dipinto si trovava dal 1960 presso la collezione di Lady Kennet a Londra e fu acquistato grazie al contributo di diversi attori pubblici quali: il Ministero dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e la già citata Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, artistico ed etnoantropologico. Ad essi si unirono, oltre a Fondazione Venetian Heritage, la Fondazione di Venezia, il Comune di Venezia-Vela S.p.a., The Venice in Peril Fund, MSC Crociere, SAVE S.p.a., il Consorzio Venezia Nuova e Fondazione Veneto Banca.

Qualche anno più tardi, forti dell’acquisto de La Fede è stata indetta una nuova campagna di raccolta fondi per acquistare il pannello raffigurante La Speranza, l’ultimo mancante per la ricomposizione del soffitto.
Il premio Oscar James Ivory, noto regista autore di capolavori come “Camera con Vista”, “Casa Howard”, “Quel che resta del giorno” e “Chiamami con il tuo nome”, come membro onorario della Fondazione Venetian Heritage, nell’ottobre del 2016 lanciò la raccolta fondi per l’acquisizione dell’ultimo pannello del soffitto, proprietà degli eredi Weidenfeld. Seguendo l’esempio virtuoso della riuscita acquisizione de La Fede, avvenuta grazie alla collaborazione sinergica tra pubblico e privato, è stata portata a termine con successo anche l’acquisizione de La Speranza. A meno di un anno di distanza dal lancio della campagna di raccolta fondi e con sei mesi di anticipo rispetto ai tempi concordati con Christie’s, la Speranza è stata acquistata ed è tornata a Venezia. All’acquisizione del dipinto hanno partecipato: il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Venetian Heritage, Venice in Peril Fund e Pro Venezia Sweden.
Infine, un ultimo pannello raffigurante il Suicidio di Giuda – dal 1980 già nelle collezioni del Museo di Casa Vasari ad Arezzo – è stato riunito nel 2018 agli altri scomparti fin qui ritrovati grazie allo studio di Luisa Caporossi e Rossella Cavigli, le quali sono riuscite ad identificare il pannello come la prosecuzione di quello rappresentante La Speranza di cui altro non è che la personificazione antitetica de La Disperazione.

Venetian Heritage, inoltre, ha sostenuto gli interventi di revisione dei supporti in legno delle tavole vasariane, intervento che ha comportato l’accostamento delle tavole dove erano state divise e infine la creazione di nuovi telai in legno dove necessario. Le tavole sono state nuovamente verniciate con l’intento di eliminare qualsiasi tipo di disomogeneità cromatica.

Questo intervento finale permetterà di ricostruire nuovamente l’originario soffitto in legno, che sarà permanentemente esposto alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.