Project Description

Crocifisso
Restauro del Crocifisso ligneo di Giuseppe Torretti, 1711 circa, Chiesa di San Moisè, Venezia

progetto
restauro del Crocifisso ligneo di Giuseppe Torretti

luogo
Chiesa di San Moisè, Venezia

direzione lavori
Soprintendenza Speciale per il Patrimonio
storico, artistico ed etnoantropologico e per
il Polo Museale della città di Venezia e
dei comuni della Gronda lagunare

ditte esecutrici
Alvise Boccanegra

donazione
Venetian Heritage attraverso
la campagna di raccolta fondi #supportvenice

inizio lavori
marzo 2020

fine lavori
lavori in corso

finanziamento 
15.870,00 €

 

Giuseppe Torretti (1661-1743) è stato uno scultore e intagliatore veneto attivo principalmente a Venezia, dove ha lasciato opere in numerose chiese tra cui Santa Maria Formosa, San Giorgio Maggiore, gli Scalzi, i Gesuiti, San Stae e San Moisè.
Fu il caposcuola di una bottega, poi portata avanti dai nipoti, nella quale si formò anche il giovane Canova. Nel tardo XVII secolo la bottega del Torretti era già ben avviata e, a partire dal 1690, lo scultore ricoprì cariche istituzionali sempre più importanti all’interno della corporazione degli intagliatori.
Il gusto stilistico del Torretti, in un primo momento orientato al barocco lagunare di Giusto Le Court (1627-1679) come testimoniato dalla scultura raffigurante Sant’Andrea eseguita per una delle nicchie del transetto della basilica di San Giorgio Maggiore, si rivolse, a seguito del soggiorno romano durante gli anni dieci del Settecento, verso forme più lineari e sobrie.
Il Crocifisso ligneo di San Moisè fu eseguito al ritorno da Roma, entro il 1711. L’opera è ricordata nella Pallade Veneta – una rivista dell’epoca – come un “Crocefisso lavorato dell’ingegnosissimo Torretti scultore, et affisso ad una croce incrostata a tartaruga e madreperla di singolare artificio”. L’opera, infatti, è composta da un Cristo rifinito in lacca rosso-bruna a simulazione del legno di bosso, una croce in legno impreziosita da lamine di tartaruga lumeggiate da un fondo in argento con decorazioni in madreperla e, infine, da un mobile di supporto.
Come è tristemente noto, a causa delle maree eccezionali che hanno colpito Venezia durante il mese di Novembre 2019, il Crocifisso è caduto in acqua. Questo ha comportato il rigonfiamento del legno – soprattutto nella parte bassa del mobile – e il parziale distacco delle parti polimateriche che ricoprivano la struttura lignea, alcune delle quali, seppure distaccatesi completamente, sono state ritrovate dopo l’alluvione.
L’intervento di restauro, sostenuto da Venetian Heritage grazie alla campagna di raccolta fondi #supportvenice lanciata all’indomani dell’Acqua Granda, prevede di consolidare la struttura complessiva dell’opera e di reintegrare le lacune sia strutturali (il legno) che superficiali (la lacca), inoltre si procederà al reincollaggio delle parti cadute a seguito dell’indebolimento delle colle per via del contatto con l’acqua, concludendo con la ripulitura totale del Crocefisso dai depositi causati dalla salinità.