Project Description

Chiesa di San Barnaba
Venezia, giugno-settembre 2001

restauri
Archivio di Stato di Zagabria;
Bayerische Staatsbibliothek, Monaco di Baviera;
Kunsthistorisches Museum-Kunstkammer, Vienna;
Istituto croato di restauro, Zagabria;
Istituto croato di restauro, Spalato;
Opificio delle pietre dure e Laboratori di restauro, Firenze;
Sansovino s.n.c., Venezia;
Soprintendenza per i monumenti e i beni artistici e storici di Spalato;
Soprintendenza per i monumenti e i beni artistici e storici di Zara;
Studio Scarpelli, Firenze;
Technische Universität, Lehrsthul für Restaurierung, Kunsttechnologie und Conservierungswissenschaft, Monaco di Baviera;
Universität für angewandte Kunst, Vienna

donazione
Banca Intesa;
Toto Bergamo Rossi;
Comitato Italiano per Venezia – Il Gazzettino;
Piergiorgio e Franca Coin;
Neda Druskovich Young;
Lawrence Lovett;
Judith Peabody;
Venetian Heritage

Tesori della Croazia restaurati da Venetian Heritage Inc.

a cura di Josko Belamaric

Uno dei progetti più importanti intrapresi è stata l’organizzazione di una mostra di dipinti, sculture, manoscritti e reliquiari provenienti dalla Croazia, gran parte dei quali restaurati grazie anche al finanziamento di Venetian Heritage.
L’esposizione organizzata sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica italiana e dei Ministri per i beni e le attività culturali della Croazia e d’Italia con il supporto dell’UNESCO, non solo ha salvato da ulteriore deterioramento un centinaio di opere d’arte di particolare interesse, sia per la loro qualità artistica, sia perché poco conosciute, ma ha anche permesso confronti tra le sculture dalmate e simili opere conservate nei musei e nelle chiese veneziane. La mostra includeva sculture di Niccolò di Giovanni Fiorentino e Giovanni Dalmata, una delle quattro statue di Alessandro Vittoria dalla cattedrale di Traù, dipinti di Biagio di Giorgio da Traù, Quirizio di Murano, Gentile Bellini, Lorenzo Lotto, Jacopo Tintoretto e Jacopo Palma il Giovane, reliquiari e oggetti liturgici dorati dal XII al XVI secolo e paramenti liturgici di scuola veneto-bizantina; inoltre codici e manoscritti dal XIII fino al XV secolo.
Il recente conflitto ha gravemente danneggiato il patrimonio storico artistico di Dubrovnik, Sebenico, Zara e altri centri storici, molti dei quali protetti dalla convenzione del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Gran parte dei danni provocati dalle granate sono stati riparati, ma c’è ancora molto da fare, in parte perché in certi campi, come nel restauro della pietra, degli affreschi e dei metalli, in Croazia non si è ancora completamente acquisito l’esperienza disponibile in Italia specialmente a Venezia, Firenze e Roma, dove da più di cinquant’anni si lavora in questo campo. I restauratori italiani in collaborazione con la Soprintendenza di Spalato, catalogarono i dipinti, le sculture, i reliquiari e gli oggetti liturgici bisognosi di restauro.
Professionisti austriaci, croati, italiani e tedeschi restaurarono le opere d’arte selezionate della città di Traù. La mostra fu realizzata grazie all’infaticabile lavoro del Soprintendente di Spalato Josko Belamaric e dei suoi collaboratori, Vanja Kovacic e Radoslav Buzancic, di Maria Teresa Rubin de Cervin, già direttore dell’ufficio UNESCO di Venezia, membro del comitato direttivo di Venetian Heritage e direttore regionale per i Beni culturali del Veneto, di Anne Markham Schulz, membro del comitato direttivo di Venetian Heritage e di Toto Bergamo Rossi.